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“Un giorno abbiamo lanciato un mini concorso su un social network: una striscia di quattro icone casuali, dalle quali creare una mini storia completamente inventata. Era appena uscito il nostro libro Film in Five Secondsin UK e stavamo ultimando nel frattempo Filmology (l’edizione italiana, pubblicata da Rizzoli). I risultati di questo esperimento furono strabilianti, divertenti, stimolanti. In moltissimi, come piccoli, bravi sceneggiatori, scrivevano storie, inventavano trame, si divertivano. Ne uscirono degli spunti davvero interessanti, ma soprattutto emerse un’incredibile voglia di cinema, in tutte le sue forme, nel nostro pubblico. In quel momento nacque l’idea di fare qualcosa di più completo. Non solo il lancio di un libro, ma qualcosa che coinvolgesse le persone in un modo molto più particolare, divertente e creativo. L’idea fu quella di fare una mostra interattiva, da vedere, da toccare, da vivere. Guardando, criticando, scrivendo. Il cinema come non si è mai visto, al modo di Shortology. Partendo da un libro, passando per un video, creando una tavola dipinta, entrando in un test sul cinema, scrivendo una sceneggiatura inventata su una macchina da scrivere anni ’50 per poi girarla davvero e farne un corto.

Una mostra d’arte, di cinema, un progetto, un’esibizione, un’esperienza. In una parola, Cortology.”

– Matteo Civaschi –

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